Youth, the SDGs and the Food Sustainability Index

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On December 1, I was honored to be invited to take part in the 7th International Forum on Food and Nutrition, hosted by the Barilla Center for Food and Nutrition (BFCN) at Università Bocconi in Milan, Italy.

There, I had the opportunity to join Peter Bakker (CEO of the World Business Council for Sustainable Development), Hilal Elver (UN Special Rapporteur on the Right to Food) and Rosie Boycott (Chair of London Food Policy) in a panel discussion on the launch of the first-ever Food Sustainability Index (FSI), a joint publication by BCFN and The Economist Intelligence Unit which ranks countries according to the sustainability of their food systems across the pillars of food waste, sustainable agriculture and nutritional challenges. In line with the work that is being undertaken at the UN level on a robust indicator framework to monitor the implementation of the SDGs, the FSI represents a helpful, if perfectible, tool to assist and empower communities, including young people, to take action to transform their agricultural and food systems for sustainable development. You can read more about it here.

At the event, which among many others was co-organized by the the Sustainable Development Solutions Network, I also joined my colleagues and fellow SDSN Youth delegates Andrea Zucca (National Representative for Italy), Fabrizio Saladini (Regional Representative for the Mediterranean) and Michela Magni (Project Officer, Solutions Initiatives) to celebrate and connect with youth solutions presented at the annual BCFN YES!, a competition for young researchers in the food and agricultural sectors.

Throughout the world, young farmers, young entrepreneurs, young leaders in rural communities are taking the lead to achieve SDG2 and positively impact their countries and regions. It is crucial that we recognize them not only as a key demographic for policy-makers to target, but also as exceptional problem-solvers and active contributors to the implementation of the food and agriculture-related targets of the 2030 Agenda.

  • You can watch the panel discussion on the launch of the Food Sustainability Index here (the panel starts at 53:07).
  • You can also watch the highlights of the 2016 edition of the BCFN Young Earth Solutions competition here.

Dispatches from the ground. February 2015

Hi everyone,

sorry for the long hiatus I took from updating this blog. A whirlwind of academic deadlines and personal issues kept me from being active as much as I would have liked but hey, there are a bunch of good news that I am going to share with you during the next few weeks, so be on the lookout for them!

As of now, I am glad to announce that for the last three months I have been teaming up with a wonderful group of individuals from around the world (including fellow Italian and friend/colleague Dario Bettaccini) to work on the launch of SDSN Youth, the Global Youth Chapter of the UN Sustainable Development Solutions Network. This is going to be an extremely interesting experience, and whatever position I end up assuming within the project, I am enthusiastic about the idea of promoting the role of youth for sustainable development in the transition from the Millennium Development Goals to the Sustainable Development Goals, which are currently being discussed in preparation of their eventual adoption (due September 2015).

Regarding the operations of SDSN, it is also fitting to remind you that the University of Siena (the SDSN Regional Center for the Mediterranean Region) is hosting the 2nd SDSN for Mediterranean Conference, themed “Solutions for Agri-Food Sustainability in the Mediterranean” and featuring the likes of Jeffrey D. Sachs and Achim Dobermann, on March 5-6. On that occasion, a special session will be held to celebrate the global launch of SDSN Youth, something that -it goes without saying- makes me particularly proud of the work we have been conducting in the last two years to establish Siena as a hub for sustainability and youth engagement with the help of Professors, students and the Administration as a whole. I will definitely keep you updated on the programme (which you can nonetheless find here: http://www.sdsnmedconf.unisi.i) and be available for questions on student participation through my e-mail address piselli4@student.unisi.it.

In the meantime, thanks for having me again.

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The Age of Sustainable Development

Ieri è stata una giornata ricca di notizie relative alla didattica sulla sostenibilità. Oltre al nuovo insegnamento dell’Università degli Studi di Siena, Coursera ha lanciato il nuovo corso online ‘The Age of Sustainable Development‘, organizzato dall’Earth Institute (Columbia University), che partirà il 21 gennaio 2014 e sarà tenuto dal Prof. Jeffrey D. Sachs. Per ulteriori informazioni, cliccate qui: http://www.coursera.org/course/susdev

Attivato il nuovo insegnamento di sostenibilità @USiena

f90840f0541611e39b900af777b4d6b3_8In qualità di coordinatore di Greening USiena, ho provveduto ad anticiparlo più volte, sia parlandone sulle nostre pagine, sia presentandolo ufficialmente agli studenti durante la manifestazione Are U #AWARE? che abbiamo organizzato dal 19 al 23 novembre scorsi: dal secondo semestre di questo anno accademico 2013/2014, anche grazie all’interesse mostrato dal nostro network verso il progetto, l’Università degli Studi di Siena offrirà l’opportunità di frequentare (conseguendo 6 cfu nell’ambito dei crediti a scelta dello studente), qualunque sia il Dipartimento di riferimento, un insegnamento interdisciplinare di “Sostenibilità“, collegato al corso di Ecotossicologia e Sostenibilità ambientale, il cui responsabile sarà il prof. Simone Bastianoni.

Da oggi c’è anche l’ufficialità, e soprattutto sono state rese note le modalità con cui inserire l’insegnamento stesso nel proprio piano di studi. Ecco il comunicato pubblicato sul sito dell’ateneo:

“L’Università di Siena ha fra le sue priorità gli argomenti legati alla sostenibilità. Questa attenzione ci ha anche consentito di ottenere il prestigioso incarico di coordinatori per l’area del Mediterraneo del progetto Sustainable Development Solutions Network, promosso direttamente dall’ONU attraverso il Segretario generale Ban Ki Moon, e guidato dall’economista della Columbia University Jeffrey Sachs. È quindi auspicabile che, indipendentemente dal corso di studio al quale sono iscritti, gli studenti dell’Università di Siena possano acquisire una preparazione sul tema, diventando punti di riferimento per i loro omologhi dell’area mediterranea.

In questa prospettiva, per l’anno accademico 2013-2014 è stato attivato un nuovo insegnamento chiamato Sostenibilità, collegato al corso di studi Ecotossicologia e Sostenibilità ambientale. L’obiettivo è quello di consentire agli studenti interessati di inserire nel piano di studio, come crediti a scelta (sigla: TAF D), questo insegnamento dai contenuti trasversali.  Gli argomenti connessi alla sostenibilità sono infatti rilevanti per qualsiasi disciplina.

Il nuovo insegnamento, che si terrà nel secondo semestre, ha come punto di forza latransdisciplinarietà dell’approccio, raggiunta attraverso seminari mirati che affrontano i diversi aspetti (ambientali, economici, giuridici, energetici, urbanistici, sociologici) necessari all’esplorazione di un tema così complesso.”

Per quanto riguarda i dettagli di questa offerta didattica che, come sottolineato anche sul sito dell’ateneo, è assolutamente innovativa nel sistema universitario italiano, vi invito dunque a visitare la pagina http://www.unisi.it/ateneo/insegnamento-sostenibilita, augurandomi un grande successo in termini di numero di iscritti ma soprattutto di interesse verso l’approfondimento di un tema così importante (non solo in termini generali, ma anche come campo in cui proseguire il proprio percorso di studi o la propria carriera professionale).

Chiudo ricordando il lodevole impegno di tutti coloro che si sono spesi perché questo risultato, a prima vista così proibitivo dal punto di vista logistico, andasse in porto, dal Rettore ai docenti direttamente interessati, passando per i Comitati per la Didattica, l’ufficio online e, mi sia consentita la battuta, anche Greening USiena.

Changing Perspectives in the Common Fisheries Policy

Come già scritto più volte sulle pagine di Greening USiena, ho avuto l’onore ed il privilegio di partecipare in prima persona all’organizzazione della conferenza Sustainable Development Solutions for the Mediterranean Region. Inoltre, mi è stata offerta 1045167_408455782597412_311734913_nla possibilità di moderare una specifica sessione dell’evento, dedicata alla presentazione dei progetti degli studenti selezionati dal network MED Solutions (trovate qui e qui le relative slides), ma soprattutto di intervenire con un mio lavoro in quella sede.  Premettendo che si tratta di un prezioso riconoscimento all’attività che Greening USiena svolge, ormai da diversi mesi, nel contesto dell’Università degli Studi di Siena, sono felice di condividere con voi il contenuto dell’intervento, incentrato sulla necessità di una profonda riforma delle politiche della pesca nel Mediterraneo al fine di garantire uno sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche dello stesso ed evitare l’impatto del declino degli stocks sulle comunità costiere dipendenti da questa attività. Ovviamente, un ringraziamento particolare va a Jeffrey Sachs per aver citato durante la conferenza la mia presentazione come esempio degli obiettivi da portare avanti tramite MED Solutions (al punto da inserire il tema nella probabile agenda futura del network) e, insieme alle solutions degli altri studenti, come ragione per cui il network dovrebbe incoraggiare in ogni modo un ruolo attivo dei giovani. Ringrazio però anche Simone Libralato, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, con cui ho avuto un costruttivo confronto e che si è messo a disposizione dei miei dubbi e delle mie riflessioni con la sua esperienza, certamente maggiore di quella del sottoscritto.

Di seguito, l’abstract (in inglese) del documento, intitolato ‘Changing perspectives in the Common Fisheries Policy: science-based ideas to restore Mediterranean Fisheres‘. Per leggerlo tutto, cliccate sul link al pdf che trovate in fondo alla pagina.

ABSTRACT

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Fig. 1: Capture fisheries production in the Mediterranean for different species of fish. Source: FAO, SOFIA 2012, p.55

In an European context in which the European Union imports fish and fishery products worth US$26.5 billion from suppliers outside its borders (over US$23.7 billion in 2010, which represented in turn an increase of 11 percent from 2009¹), making the European Union itself the largest market in the world, with about 26 percent of world imports¹ (excluding intra-European Union trade), while at the same time the status of Mediterranean assessed fish stocks (on which the reports are ‘sporadic and irregularly updated’, according to European Environment Agency) is considered to be outside safe biological limits for 50 % to 78%, of them, with the Adriatic Sea being in the worst condition², there is urgent need to revise current European policies with regard to the sustainable management of Mediterranean fisheries (since 2007, catches in the Mediterranean and Black Sea have declined by 15%³), with a special attention to be paid to the current subsidies system, the definition and allocation of fishing quotas and measure’s implementation. In general, this presentation suggests the need for science-based policies to be adopted by the European Union, refusing ‘socio- economic constraints’ claims as a way to delay action on fisheries, as well as the necessity of developing more effective enforcement methods in the field, and calls for a stronger cooperation between EU and other Mediterranean countries.

  • Leggi il documento qui (pdf) 
  • Consulta le slides qui

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¹ FAO, The State of World Fisheries and Aquaculture 2012 (p.72)
² EEA, The European Environment State and Outlook 2010. Marine and Coastal Environment (p.35)
³ FAO, The State of World Fisheries and Aquaculture 2012 (p.21)

#MEDSOL13, il saluto di Greening USiena

Di seguito, il comunicato ufficiale di Greening USiena relativo all’evento #MEDSOL13.

“Si è conclusa da qualche ora, dopo tre intensi giorni di panels e dibattiti, la conferenza internazionale Sustainable Development Solutions for the Mediterranean Region. Si è trattato di un grande successo, che ha dimostrato quanto l’Università degli Studi di Siena si meriti il ruolo di Centro di coordinamento del network MED Solutions ma che ci ha anche spronato a lavorare ancora di più (il vero sforzo comincia adesso!) per far sì che le priorità individuate durante la manifestazione vengano implementate nei prossimi anni attraverso la collaborazione di tutti i membri del progetto. Di conseguenza, non possiamo non ringraziare in primo luogo tutti i partecipanti all’iniziativa, provenienti da 17 dei 21 paesi dell’area del Mediterraneo (con ulteriori 10 Stati rappresentati).

Per quanto riguarda Greening USiena, siamo felici di esserci spesi per la partecipazione dei giovani e di esserci impegnati per l’organizzazione dell’evento, ma soprattutto apprezziamo il ruolo centrale che l’educazione e la ricerca rivestono nel 993056_289849614493620_581657935_npercorso UN SDSN, come vero e proprio obiettivo all’interno di una visione generale tesa ad avvicinare il mondo accademico, l’unico capace di avere conoscenza scientifica dei problemi e di individuare soluzioni agli stessi, ai processi decisionali. Inoltre, siamo particolarmente soddisfatti del riconoscimento tributato alle solutions degli studenti (ne approfittiamo per ringraziareMatilde Silvia Schirru dell’Università di Sassari e Anna Laura Pisello dell’Università di Perugia per la collaborazione e l’entusiasmo con cui sono intervenute) ed alla presentazione del nostro coordinatore, che dopo aver auspicato l’inserimento dell’obiettivo di una migliore gestione degli stocks ittici del Mediterraneo nell’agenda MED Solutions, ha visto questo auspicio concretizzarsi grazie all’interesse di Jeffrey Sachs (cui, va da sé, rivolgiamo un caloroso saluto insieme a Guido Schmidt-Traub,Maria Cortès Puch e Claire Bulger di UN SDSN).

Infine, vogliamo ringraziare Rinnovabili.it ed il suo direttore Mauro Spagnolo, che ci hanno coinvolto e supportato con grande fiducia, e ovviamente tutto lo staff dell’ateneo, dal Rettore al Servizio Congressi, passando per i docenti di Ne.S.So. e l’Ufficio Online, che si è speso senza sosta durante la conferenza e ci ha tenuto in una considerazione che ci ha colpito.”

A titolo personale, estendo il mio saluto ai membri del network che con grande convinzione hanno fatto parte di questa esperienza (Jana Mikudova, Celik Rruplli e Tiziana Pedone) ed a quelli che per impegni purtroppo inevitabili non sono invece riusciti a raggiungere Pontignano; agli studenti internazionali (Foivos Mouchlianitis e Abdelazziz Harroud) che sono stati selezionati tramite la nostra application; a Simone Libralato, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, con cui ho avuto un costruttivo confronto sull’oggetto del mio lavoro (che potrete trovare a breve sul sito e tra le presentazioni di MED Solutions) e che ringrazio in particolare per essersi messo a disposizione dei miei dubbi e delle mie riflessioni con la sua esperienza, certamente maggiore della mia; a Marwan Haddad per il bel dialogo che abbiamo intrattenuto; a Davide Strangis e Hilligje Van’t Land per i complimenti che mi hanno rivolto e, a costo di ripetermi, a Francesca Trovarelli, Tania Groppi, Giuliana Pasquini, Roberta Corsi, Patrizia Caroni, Claudio Balestri, Maria Pia Maraghini, Riccardo Basosi, Cristina Capineri, Anna Majuri (mi scuso per eventuali dimenticanze) per lo spazio che mi (ci) hanno concesso.